Ecco quando non puoi fare SEO

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Molti citano spessissimo la frase-chiave di uno dei più grandi formatori conosciuti: “Fare o non fare, non c’è provare”. Seth Godin? Nah. Philip Kotler? Nemmeno. Vatti a fare cinque minuti di vergogna, sto parlando del maestro Yoda.

Purtuttavia il piccoletto verde di Dagobah, seppur illimitatamente saggio, non ha considerato una variabile: quando?

Ora, non voglio dire “quando puoi fare SEO” perché se il momento buono è questo, beh, corri a lavorare e non perdere altro tempo con me. Dato che solo i Sith vivono di assoluti (citazione di un altro maestro, il barbuto Obi-Wan) vediamo insieme “quando non puoi fare SEO“.

Che significa quando non posso fare SEO?

“Dico, siamo impazziti? Ho da fare, Ben, smettila di buttarla in caciara come tuo solito.”  Stoppati un attimo, parafrasando Padre Maronno ti  chiedo se hai da fare SEO o – se poi te ne penti? “Ah Benedé, davvero davvero, smettila.”

Non ti voglio fare perdere tempo ma anzi guadagnarne! IMHO ci sono alcune situazioni, che ho vissuto sulla mia pellaccia sbiancata dalla luce del monitor peggio che la trippa del supermercato, in cui non vale la pena fare SEO.

Permettimi di elencartene almeno cinque prima di mandarmi a quel pianeta.

I cinque brutti momenti quando non puoi fare SEO

1. Non puoi fare SEO quando la struttura è più traballante di una panna cotta

Hai presente il webinar di qualche settimana fa che ha inaugurato Classroom?  Ho avuto l’onere e l’onorissimo di far esordire il nuovo progetto di formazione di WebHouse *marketta, dlin dlon* con due ore di progettazione e pianificazione di un progetto orientato alla SEO fin dalle sue fondamenta.

Per dirla in soldoni con Salvatore Capolupo, se ti capita sotto le mani un sito che è disastrato valuta se fare SEO sia la scelta migliore o se conviene proporre di dargli di pars destruens prima di passare alla pars construens. Al di là di tirarmela perché ho buttato cinque anni al liceo classico, intendo dire se non ti conviene proporre di buttare giù quel palazzo della follia per realizzare un più moderno e funzionale grattacielo SEO in grado di solleticare il motore di ricerca.

Ad esempio, qualche tempo fa mi è capitato un portale da oltre 15k pagine (di cui solo la metà indicizzate) gestito in maniera folle da un CMS proprietario che aveva tre pannelli. Tre. Ognuno in conflitto con l’altro per alcune variabili. Piuttosto che proporre di “mettere una pezza” con piccole pagine landing per le parole chiave di interesse – che è una strategia low cost – ho chiesto di valutare il da farsi con quella specie di catafratto che avevano. Hanno preferito ripartire da zero, considerando che il sito lato-utente era utilizzabile come un SUV in mezzo al traffico del GRA.

2. Non puoi fare SEO quando il budget è più basso della sommatoria fra un ex ministro e un ex premier

A parte il paragone deliziosamente populista: ehi, davvero, se ti offrono un piatto di fagioli come compenso non è che puoi tirarci fuori un piatto da gourmet. Le cose sono due: o sei quell’inciafruglione di Alessandro Borghese che però poi dai due fagioli ci cava un intruglio ovvero tiri fuori un casino, oppure meglio essere chiari fin da subito con il cliente.

Insomma, se il budget è 3 pretendere un progetto di Web Marketing declinato alla SEO  da 10 e lode è fuori luogo e non realizzabile. Anche volendo, non hai le risorse necessarie per farlo a meno che tu davvero non ti immoli alla causa più di una Giovanna d’Arco.

Si, c’è crisi e i tempi sono quelli che sono, io non riesco ad aprire nemmeno il conto corrente perché l’home banking mi dice “guarda, lascia stare, non voglio farti prendere ‘sto dispiacere”. La mia banca è differente eh?

Però IMHO se prendi un lavoro SEO da 3 , fai massimo 4. Non regalare 10. La professionalità passa anche da questo, se no si chiama volontariato. Personalmente ho lasciato stare da tempo e per combinazione sono aumentati i clienti un po’ più disposti a investire su di me. Con la macchina.

3. Non puoi fare SEO quando una terza parte sta più di traverso del supplì che ho mangiato ieri

Mi è capitato di lavorare su un portale legato all’ambito del design realizzato con i piedi di un pirata dotato di gamba di legno: una roba veramente brutta. Siccome il settore è molto stimolante e uno dei due referenti era una persona estremamente professionale ed entusiasta mi sono lanciato questa avventura, fra l’altro con buoni risultati per me insperati date le premesse. Il problema era l’altro dei referenti – il socio/aspirante programmatore che ha iniziato a prendersi tutti i meriti e a mettere i bastoni fra le ruote circa i report di miglioramento per il progetto.

In queste situazioni lavorare è difficile e tortuoso e rischi di prenderti anche le colpe che non hai. Qui ci vuole tanto savoir-faire, non c’entra nerdeggiare con la SEO: o ci riesci o è meglio non farsi il fegato fritto con le cipolle a meno che non sei Hannibal oppure ne vale davvero la pena economicamente.

4. Non puoi fare SEO quando hai le tempistiche di un battito di ali di una farfalla

Altra situazione-tipo: quando serve il preventivo per il prospect? Ieri. Statisticamente, parlandone con altri colleghi, più il personaggio in questione ha fretta più è lesto nello sparire o nel buttare casini che ti faranno perdere tre volte il tempo di un prospect senza turbe da Speedy Gonzales. IMHO valuta con molta attenzione i progetti che si configurano da realizzare in tempi strettissimi.

La fretta è peggio di una cattiva consigliera, perché oltre a farti lavorare male ti fa vivere male ciò che stai facendo. E se psicologicamente non sei tranquillo è finita, pare una cavolata ma è verissimo, l’acqua erode le montagne lo fa con nonchalance. Il fuoco brucia ma si esaurisce in fretta. L’ho imparato giocando a Pokémon: molto meglio Squirtle che Charmender.

5. Non puoi fare SEO quando potresti fare altro in modo migliore

Quasi una sommatoria delle situazioni precedenti: lo dico in tutta sincerità, la SEO non è la panacea di tutti i mali come non lo è il Social Media Marketing o qualsiasi altro ramo della promozione online. Se il cliente ha un buon business, IMHO come markettaro 2.0 il nostro lavoro è dargli quel valore aggiunto per giustificare la nostra spesa e un surplus di guadagno a fine mese. Se il budget, i tempi o più banalmente il suo settore di riferimento non si adattano a una strategia SEO, ci sono tante altre frecce per l’arco del Marketing, senza necessariamente essere Legolas o Hawkeye.

In soldoni, se arriva l’ennesimo “hotel roma” e il progetto ha variabili che ritieni non giustifichino un intervento SEO, è “onestà intellettuale” (fa tanto intellighenzia st’espressione) indirizzare il prosect a una soluzione alternativa: magari organizza cene gotiche con delitto e ci si può fare un’ottima campagna social.

Wow, inoltre questo punto ha una proprietà transitiva importante: funziona anche se sei un Social Marketer e ti contatta l’azienda che fa  – i macchinari che costruiscono i macchinari che costruiscono le macchine (sembra una roba da Vulvia). Meglio provare un approccio SEO no?

Ora la parola a te: tu quando non puoi fare SEO? Diccelo nei commenti!

  • http://salvatorecapolupo.it/ Salvatore Capolupo

    Ciao Benedetto, e anzitutto grazie della citazione :)

    Non puoi fare SEO, aggiungo, quando non riesci a far capire che la “prima posizione” degli annunci Adwords non è equivalente a quella ottenibile per via organica, in molti casi ho visto che questo equivoco è parecchio diffuso. Cosa non da poco, la prima costa molto di più della seconda, in media.

    In generale le tue considerazioni sono condivisibili perchè si richiamano ad una cosa a me molto cara: confondere, ancora una volta, il lato progettuale con quello ottimizzativo, della serie se un portale va in down 2 volte al dì ed il cliente pretende di stabilire che tu non debba avere accesso lato amministrativo al CMS (alcuni vogliono la consulenza impedendoti di avere quel tipo di accesso…)… buonanotte & in bocca al lupo per la SEO.

    Poi non dimentichiamo che da quando mi occupo di motori di ricerca ho visto almeno tre o quattro CMS proprietari su cui non avevo mai messo mano in vita mia, che a volte sono decisamente contro-intuitivi, per cui bisogna sapere essere, col tempo che passa, moooolto flessibili. :)

    • SEOJedi

      Il problema vero è che la fetta di torta buona è molto ridotta rispetto al resto.

      Sul down del portale, guarda giusto sti giorni sto in lotta con il programmatore citato nel post, hanno tenuto il sito giù due settimane per motivi ignoti a questo emisfero…

  • http://www.it-serv.it/ Denis Seghetti – It Serv

    Non per auto-markettarmi, ma proprio 2 giorni fa ho pubblicato un articolo dal titolo “Web Marketing, SEO e Content Marketing: tutto bello ma…hai le risorse?”.
    Ecco, giusto per sottolineare un aspetto che ritengo importante: noi professionisti del settore lo sappiamo benissimo come funzionano “ste cose”. Sentiamo puzza di bruciato già dalla prima mail di contatto.
    Il problema enorme/drammatico/spaventoso/gigantesco è farlo capire ai clienti.
    Da professionista onesto e responsabile, mi sono trovato più di una volta, dopo aver constatato la pochezza di risorse a disposizione del cliente, a suggerirgli una sana ed onesta campagna di Mail Marketing.
    Non è mica reato rispondere ad un cliente con un “mi spiace, ma non posso esserle d’aiuto”!

    • SEOJedi

      Denis prendo nota di leggere e commentare il tuo post :)

      Il tuo approccio lo utilizzo anch’io: davvero, hai poco budget? Ottimizza le risorse prima ancora che il sito!

  • http://www.seogarden.net/ francesco margherita

    Non puoi fare SEO quando non sei abbastanza presente a te stesso, quando non sei pronto a metterti in discussione, quando hai paura di non farcela. Ho visto cose con i miei occhi che voi umani non potete immaginare (visto che qua si citano i film belli).

    • SEOJedi

      “Solo il folle non conosce la paura, mentre solo l’eroe non la mostra e l’affronta”. Citazione di una carta di Magic :D

  • Luigi

    Ciao Benedetto,
    aggiungo anche il mio “Non puoi fare SEO”.
    Non puoi fare seo quando devi lavorare con un team di tecnici (che lavorano in un’altra nazione) che ti da’ come risposta sempre “NO” a qualsiasi richiesta di cambiamento sul sito. Si tratta di persone che hanno una qualche conoscenza della SEO, magari un po’ datata (es. “scriviamo 50 volte la keyword nel template, testo bianco su sfondo bianco…”), e cercano di sminuire le tue competenze, che magari non saranno eccelse ma almeno sono aggiornate.
    Ad ogni richiesta di chiarimento da parte mia ricevo risposte del tipo: “No, non si puo’ fare, non e’ possibile”. Quando gli faccio notare che i nostri competitor lo fanno, quindi dovra’ essere possibile in qualche modo, la risposta e': “Noi usiamo un altro sistema…un sistema migliore!”
    Ma ho avuto la mia rivincita, se cosi’ vogliamo definirla: Google Webmaster Tools suggerisce circa 12.000 “Miglioramenti HTML”!
    Ti terro’ aggiornato

    Ciao e buon week end!!!

    Luigi

    • SEOJedi

      Tienimi aggiornato si :D
      In questo caso la replica è facile “noi usiamo un sistema migliore!”
      “ah si? I competitor mi sa uno ancora meglio.” E gli fai vedere la SERP con la stessa faccia di Bronn quando butta giù da Nido dell’Aquila Sir Vardis (Game of Thrones)

  • Andrea Camolese

    Si può fare SEO quando il cliente vuole solo la prima posizione per una keyword a concorrenza altissima e dove la prima posizione è occupata da un sito governativo?

    • SEOJedi

      Fosse solo la concorrenza alta, pure il sito governativo. Se punti alla seconda ma con una description attira CTR? Non gli basta?

      • Andrea Camolese

        Il problema è che è praticamente impossibile fargli fare ottimizzazione off-site. Con quella on-site gli abbiamo portato quasi con costanza un 20% di traffico in più ogni mese rispetto al mese precedente ma lui guarda solo la posizione di 3 o 4 parole chiave. Dalla disperazione gli ho chiesto se potevo almeno comprare 2 o 3 link giusto per provare (è una cosa pessima da fare lo so ma senza alternative che fai?)

        • SEOJedi

          come mai è impossibile fargli SEO offpage? Di che parlano °_° ? Costrutti babilonesi del xvi secolo? (Absurdum)

          • Andrea Camolese

            Ahaha.. ecco vedo che hai capito. E nonostante questo gli abbiamo portato dei risultati.

          • SEOJedi

            Penso tocchi davvero tirare fuori dal cilindro del cappellaio matto un’idea huge. Se ti va di discuterne mi hai incuriosito :D

  • Francesco D’Agostino

    Ciao Benedetto.
    Ne ho due che mi capitano spesso, purtroppo.
    1) Non puoi fare SEO quando il committente non ti supporta nei fatti, ma solo a parole.
    2) Non puoi fare SEO quando il committente mette continuamente paletti vietando praticamente tutto.

    • SEOJedi

      Il secondo punto è veramente vincolante. Mi è capitato specie con i cosidetti professionisti da Ordine (avv. ing. gran figl di putt. cav. barambani) : non ti fanno nemmanco mettere le mani sui contenuti. Bel casino !

      • Francesco D’Agostino

        Anche quelli che hanno una “mentalità vecchia”, e non parlo solo di SEO, ma di search marketing in generale. Ci sono aziende che pretendono di pubblicare unicamente comunicati stampa e poi ti domandano perché gli utenti non li leggono.

  • Riky

    Non puoi fare SEO quando chi ti chiede l’intervento non sa di cosa tritta nemmeno quando glielo hai spiegato nella sua lingua…Eh già non puoi proprio…prima di fare SEO devi essere il suo consulente, deve credere in te prima di credere nel SEO, semplicemente perchè non saprà mail di cosa stai parlando, investirà su di te come uomo, e valuterà solo i risultati, mai il metodo…..Il metodo non gli interessa, il tuo cliente fa un altro lavoro…..

    • http://www.seojedi.it Benedetto Motisi

      Guarda su questo siamo di parere affine: a volte arrivano quei clienti che ti chiedono “SEO” per sentito dire, lì poi dipende quanto è duro l’osso che si va a masticare.
      Ok assistere il cliente (che in questa fase è ancora possibile, quindi sempre stare attenti a non regalare nulla) ma se ha bisogno di un corso di formazione beh.. si vende pure quello, non è che stiamo facendo i missionari in mezzo gli indigeni. IMHO.

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