Creatività vs Velocità: come sopravvivere alle scadenze impossibili

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Pubblicato il 26 maggio 2015

Se è vero che la creatività deriva spesso da un lampo di genio, un’illuminazione improvvisa, è vero anche che, in un mondo che gira sempre più veloce, molto spesso freelance e agenzie si trovano a dover combattere contro scadenze quasi impossibili.
Frasi come “Mi serviva per ieri” o “Ho bisogno di una cosa al volo” sono ormai all’ordine del giorno.

Ma cosa succede quando creatività e velocità si scontrano?

In un articolo pubblicato da Nuovo e Utile viene fatto riferimento a uno studio di Teresa Amabile, famosa per le sue ricerche sulla creatività, sul rapporto tra tempi stretti e creatività nelle aziende. Il risultato è che le scadenze incalzanti spingono i dipendenti a fare più lavoro e a farlo meglio nel caso di attività meccaniche, ma non nel caso di attività creative.

Questo perché, come abbiamo visto in un precedente articolo, il processo creativo si compone di 4 fasi: Ricerca, Incubazione, Soluzione, Verifica. Prima di arrivare alla Soluzione, il nostro cervello ha bisogno di raccogliere più informazioni possibili sul problema e poi di elaborarle per ottenere dei risultati. Inoltre quando si lavora in tempi ed orari molto stretti, ostacoliamo la nostra capacità di giocare e di fare collegamenti tra le idee.

Le più grandi scoperte scientifiche, che hanno segnato la storia dell’umanità, sono una dimostrazione: non sono state fatte in un giorno, ma sono state frutto di studi e ricerche durati per anni.

Creativity Under the Gun: gli effetti sulla creatività

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In uno studio molto interessante condotto sempre da Teresa Amabile insieme a Constance N. Hadley e Steven J. Kramer, Creativity Under the Gun vengono analizzati gli effetti che la pressione del tempo ha su 177 dipendenti in sette società americane.
I dipendenti hanno sperimentato diversi sentimenti all’aumentare della pressione: alcuni di loro si sentivano esausti fisicamente e mentalmente, denunciavano mancanza di concentrazione, chiarezza mentale e motivazione, arrivando addirittura a pensare di licenziarsi o non portare a termine il progetto. Altri invece si sentivano energici e pieni di voglia di fare e portare a termine il progetto. Questa differenza di percezione è data dal livello di pressione che i tempi ristretti esercitavano sui dipendenti.
La cosa che che stupisce è che le persone pensavano di essere più creative, quando stavano lavorando sotto pressione, ma i dati analizzati hanno dimostrato il contrario. Più il livello di pressione era alto meno i dipendenti erano in grado di pensare in modo creativo.
Inoltre si verificava una sorta di “sbornia da pressione”, la creatività era minore non solo in quel giorno ma anche nei due giorni successivi.

Come possiamo proteggere la nostra creatività?

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Un dato importante emerso dagli studi è che oltre al tempo a disposizione sono spesso anche le condizioni in cui si lavora ad influenzare la creatività.
La cosa più importante è riuscire a immergersi nel problema, a concentrarsi su una singola attività senza distrazioni, interruzioni o altri disturbi che ostacolerebbero il processo creativo.

Questo implica spesso il concedersi dei momenti di isolamento, il che non significa che non è giusto confrontarsi e collaborare, anzi la cosa migliore all’interno di un team è assegnare ad ognuno i propri compiti e concentrarsi sul proprio lavoro, limitando la collaborazione a uno o più momenti della giornata in cui si verifica se il lavoro sta procedendo nel verso giusto.

Un altro elemento importante nella gestione della pressione è quello di sapere il motivo dell’urgenza. Quando le persone capiscono perché è fondamentale risolvere un problema o completare un lavoro entro certi termini, reagiscono più positivamente, si sentono più coinvolte e più disposte ad ignorare le distrazioni. Il lavoro viene percepito quasi come una missione da portare a termine.

Questa è anche la ragione per cui, in alcuni casi speciali o in situazioni di pericolo, il nostro cervello riesce a generare soluzioni creative in tempi molto ridotti.

Che cosa possiamo fare per vincere la nostra sfida tra creatività e tempo?

Sicuramente, quando possibile, la cosa migliore è evitare di accettare lavori con scadenze troppo strette e piuttosto cercare di far capire al cliente che per raggiungere un buon risultato c’è bisogno della giusta quantità di tempo.
Nel caso invece, ci trovassimo in una situazione in cui ci è impossibile o non vogliamo rifiutare un determinato lavoro, i consigli sono:

  1. Conoscere i propri strumenti: Per velocizzare il nostro lavoro è necessario conoscere alla perfezione i nostri strumenti, nel mio caso i programmi di grafica. Conoscere tutte le scorciatoie da tastiera, conoscere plugin o estensioni che possono facilitare il lavoro, sapere come ottenere determinati effetti, guardare anche come vengono utilizzati da altre persone, per scoprire qualcosa in più. Dobbiamo arrivare al livello in cui non è più necessario pensare allo strumento, ma diventa un comportamento automatico come quando guidiamo la macchina.
  2. Conoscere il prodotto da realizzare: Oltre agli strumenti è importante conoscere i prodotti che dobbiamo realizzare. Se dobbiamo realizzare una brochure: saper scegliere il giusto layout, sapere quante pagine si possono stampare, sapere come organizzare i contenuti all’interno delle pagine, sapere quali colori, font e immagini utilizzare, sapere i margini e le indicazioni di stampa… Come capiamo di aver raggiunto il giusto livello di maestria? Quando si riesce a percepire la qualità del nostro lavoro. È anche importante sviluppare un giudizio critico, nei confronti del nostro lavoro e di quello degli altri: osservare ciò che funziona e ciò che non funziona, sviluppare un proprio gusto e una prospettiva sulle cose.
    Conoscere un prodotto consente di effettuare scelte rapide con fiducia e sicurezza.
  3. Utilizzare gli elementi già esistenti: Se si deve lavorare velocemente non si può sempre ripartire da zero. In alcuni casi bisogna scegliere su cosa concentrarsi, scegliere le proprie battaglie creative e affidarsi a modelli preesistenti per il resto del lavoro. Se si sta realizzando un sito web significa: utilizzare delle piattaforme open-source piuttosto che costruire da soli l’intera piattaforma, comprare un set di icone piuttosto che disegnarle da soli, acquistare un plugin se ci permette di aggiungere una funzione in più al nostro sito. Significa concentrarsi sull’aspetto e sulla funzionalità del prodotto, ma seguendo i modelli esistenti e le migliori pratiche.

Conclusioni

La velocità è ormai diventata un elemento quasi costante nel nostro lavoro, impariamo a gestirla nel modo corretto ed a limitare gli effetti della pressione del tempo, senza però mai rinunciare ai propri ideali ed a mettere ogni giorno tutta la passione che abbiamo nel nostro lavoro.

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  • quando si parla di lavori creativi che richiedono pazienza e impegno la fretta è un pessimo generale da cui farsi comandare, complici della ‘sbornia da pressione’ come dici te sono anche eventuali distrazioni e clienti/datori di lavoro che, non sapendo il lavoro che c’è dietro alle cose, le prendono per scontate e le sottovalutano pesantemente (ahimè tipico comportamento italiano). ottimizzare il proprio tempo ed i propri strumenti anche poco prima di iniziare, anche chiudendosi a lavorare da soli se serve, non sono panacee contro la fretta ma aiutano molto a portare a termine un lavoro benfatto. ottimo articolo e ottime spiegazioni cara Laura, per un tema sin troppo spesso sofferto!

    • Laura Volpe

      Come detto nell’articolo a volte non ci si può tirare indietro di fronte ad alcuni lavori anche se le scadenze sono strette. Allora diventa importante trovare il proprio modo di ottimizzare il tempo e velocizzare il lavoro per cercare di ottenere il miglior risultato possibile! Grazie! 🙂

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