Cosa significa essere webwriter nel 2013

Immagine tratta da: http://it.depositphotos.com
Tempo stimato di lettura: 4 minuti, 15 secondi
Pubblicato il 30 agosto 2013

Abbiamo qualcosa in comune io e te. Abbiamo deciso di vivere scrivendo. Ma non su giornali, locandine, depliant o necrologi: noi scriviamo su pagine web.

Noi siamo webwriter. Ovvero scriviamo e pubblichiamo testi per blog, siti, e-commerce e landing page.

Siamo dei professionisti, ma non abbiamo un ordine e non abbiamo un codice deontologico. Dobbiamo combattere ogni giorno per difendere il nostro preventivo. E per convincere i clienti a investire sulla qualità.

In altre parole, essere webwriter nel 2013 è un’impresa. Ma è anche una sfida affascinante, ricca di imprevisti, soddisfazioni e ostacoli da superare. Ecco cosa vuol dire essere webwriter oggi:

1. Tutelati

Metto questo punto al primo posto perché siamo stufi di archiviare fatture non pagate. Devi tutelati, e devi farlo ora: basta accettare lavori a scatola chiusa, basta strette di mano e sorrisi fasulli.

“Verba volant scripta manent” dicevano i latini. Devi mettere tutti i dettagli del tuo contratto (diritti e doveri) su carta, devi esigere una firma. E magari anche un acconto per i lavori più grandi.

Solo in questo modo puoi tutelarti dai malfattori che cercano in tutti i modi di ottenere un buon lavoro senza pagare.

Per regolare il tutto e non commettere errori ti consiglio di consultare il tuo legale e il commercialista di fiducia: una spesa iniziale ti permetterà di lavorare in tranquillità. Gli articoli da leggere sull’argomento:

2. Aggiornati

L’immobilità professionale è un male da sconfiggere sul nascere. Tutto si muove intorno a te, e non puoi rimanere fermo ad ammirare il panorama.

Per questo è importante prendere coscienza che il tuo sapere diventerà obsoleto nell’arco di sei mesi.

Esagero? Forse, ma il web ci ha abituato a queste rivoluzioni. Per questo è tuo dovere creare una dieta mediatica che comprenda, in base alle tue esigenze, diverse fonti:

  • Blog del settore.
  • Blog ufficiali.
  • Libri cartacei ed ebook.
  • Webinar gratuiti e non.
  • Presentazioni di libri.
  • Seminari ed eventi.

In questo processo gioca un ruolo fondamentale la tua abilità nell’organizzazione delle fonti. Ti consiglio di dare uno sguardo alle slide e all’articolo riassuntivo del webinar che ho organizzato per Webhouse.

3. Crea una rete

Nel 2013 si è estinto lo scrittore eremita che dall’alto del suo rifugio elargiva due o tre capolavori all’anno. Nuovo potere, invece, acquista il webwriter capace di fare rete con colleghi e clienti attraverso i social.

E per social non intendo solo il manto superficiale – la parte immediatamente visibile e soggetta alle leggi del “mi piace”, del retweet e della condivisione ma anche il substrato collaborativo che si crea su Facebook e Google Plus.

No man is an Iland, intire of it selfe; every man is a peece of the Continent, a part of the maine –  John Donne

Mi riferisco alle diverse community e ai gruppi che sorgono intorno a un argomento, o a un progetto particolarmente interessante. Partecipare a queste discussioni non è una perdita di tempo, ma un modo intelligente per conoscere e farsi conoscere.

E per creare rapporti virtuosi.

4. Non aver paura

Essere webwriter nel 2013 vuol dire essere disposti a osare, a mettersi in gioco su diversi fronti. In primis su quello del confronto con il pubblico.

Perché i lettori possono essere spietati, e possono minare le tue sicurezze. Magari sottolineando un errore di distrazione, scelte stilistiche sbagliate o delle soluzioni editoriali che tu consideravi geniali. Ma che in realtà sono un fiasco.

freelance

Eppure il confronto con i lettori non deve mancare mai, perché le critiche possono diventare la tua principale fonte di ispirazione per migliorarti.

Altra paura da sconfiggere? Quella che ti impedisce di seguire nuovi percorsi, nuove idee, nuove persone. Le novità spaventano sempre ma oggi, nel 2013, non puoi evitarle.

Devi accettare poco alla volta, ma senza sosta, il cambiamento che ti circonda.

Esempio pratico: hai scelto la carriera di freelance ma temi di non riuscire a trovare clienti? Non lanciarti nel vuoto, non abbandonare il tuo lavoro da un giorno all’altro. Inizia a costruire una rete di contatti, assicurati uno o due lavori prima di abbandonare il tuo posto fisso.

5. Parla, non pontificare

Non è la prima volta che mi esprimo a favore della scrittura semplice, lontana dal burocratese e dai bizantinismi lessicali, ma oggi il segnale arriva ancora più forte e deciso: nel blogging la scrittura deve avvicinarsi al lettore.

Quando scrivi deve regnare la semplicità, ma non devi cadere nel semplicismo.

Può sembrare un inno alla banalità, ma ti sbagli. Il contenuto deve seguire i principi della qualità, della qualità massima, ma deve essere cucito intorno alle esigenze del lettore.

Quindi, un contenuto di qualità è un contenuto che raggiunge il target. Che si fa leggere e capire. Possiamo ancora pubblicare articoli pieni di fuffa? Possiamo ancora pubblicare articoli scritti solo per i motori di ricerca? Possiamo ancora immaginarci su un pulpito mentre i lettori leggono i nostri testi?

La risposta a questa domanda è semplice: no. Per questo ti consiglio di leggere questo post (del 2013) di Jeff Bullas: The Power of Simple Writing.

Ora è il tuo turno. Dimmi cosa significa per te essere webwriter nel 2013.

  • 39webmarketing

    Sono totalmente d’accordo con te. Certo che la parte che riguarda la capacità di essere “presi sul serio” davvero dai clienti all’inizio di una collaborazione è davvero dura.
    A mio parere le aziende è vero che iniziano sempre più spesso a cercare la collaborazione con webwiter, ma non sono realmente certi di cosa aspettarsi e di come valutare il lavoro. E’ come se ci cercassero più per moda che per reale convinzione strategica. Il risultato è che oltre a saper vendere il nostro lavoro dobbiamo anche investire un sacco di tempo nel fare cultura e fare loro formazione.

    Grazie per il tuo articolo

    • Grazie a te per averlo letto.

      Il nostro lavoro è totalizzante. Ci sei sempre dentro, non puoi definiti mai in ferie e cerchi sempre un modo per migliorare. Per migliorarti.

      Ci riusciamo? Sì, con l’impegno e la costanza. Per questo dobbiamo fare cultura e formazione.

Shares