17 brevi consigli tecnici per un sito SEO friendly

temperamatite
Tempo stimato di lettura: 5 minuti, 44 secondi
Pubblicato il 31 marzo 2016

Internet è un mondo in perpetuo movimento e noi – bene o male – dobbiamo (in)seguirlo.

Il sito web è uno strumento, un’opportunità. Averne uno ben strutturato ci consente di ottimizzare e migliorare il nostro business, il nostro progetto, che sia per noi o per i nostri clienti.
Come ogni strumento che si rispetti, per essere SEO friendly il sito deve avere determinate caratteristiche tecniche, legate sia all’hosting che al codice con cui è realizzato, pertanto, al momento in cui si progetta, è importante considerare alcuni punti, utili a ottenere più benefici possibili quando sarà on line.

  • Sicurezza web: conversione al protocollo HTTPS significa maggior sicurezza per l’utente (quindi migliore esperienza utente), sia che effettui acquisti o che navighi solamente nel sito; Google sta iniziando a indicizzare molte pagine con questo protocollo rispetto al tradizionale http; per i siti e-commerce è tassativo utilizzarlo, a meno che non si dirotti l’utente su altre piattaforme di pagamento (banca sell, paypal, ecc).
  • Mobile-friendly: è scontato, lo so, ma per alcuni non ancora. Il sito deve essere prima concepito per l’utilizzo con dispositivi mobili e poi per desktop. Tutti hanno un dispositivo mobile ed è per questo che dobbiamo rivolgerci a quel tipo di utenti, per poterli raggiungere ed essere sempre raggiunti. Dobbiamo essere raggiungibili sempre, in ogni momento e da ogni luogo. Questo vale soprattutto per quei siti incentrati sulla vendita e/o conversioni, altrimenti l’utente se ne va dalla concorrenza! Non dimentichiamo che se il sito è orientato verso il mobile, il nostro amico Google ci darà dei punti in più (site rank). A supportare il concetto mobile-friendly arrivano anche le AMP (Accelerate Mobile Pages, https://www.ampproject.org/, un progetto open source dedicato al web e mobile). Nell’articolo di Davide De Maestri un approfondimento sui plugin AMP dedicati a WordPress.
  • Keyword semantiche e latenti: LSI (latent semantic indexing keywords), una tecnica di SEO “onpage”, prevede l’utilizzo di parole chiave latenti, ovvero dei sinonimi (delle parole chiave principali) che aiutano a diversificare il contenuto che andremo a creare. Un esempio di come queste parole vengono rappresentate si può fare digitando nella barra di ricerca di Google, che ci darà varie “declinazioni” della parola. I contenuti di qualità sono benefici per il nostro business e va da sé che debbono essere unici, che invoglino gli utenti a condividerli, contribuendo così a creare un pubblico “fedele” al nostro prodotto, marca, ecc. Naturalmente se dovete scrivere dei contenuti SEO-Friendly fatelo fare da un professionista del settore!
  • Meta Description: implementare correttamente i meta tag description del sito (“cosa facciamo, chi siamo, ecc….”) per ogni pagina che si vuole indicizzare. Se si fa su tutte ancora meglio. I tag keyword non vengono quasi più considerati per cui si può tralasciare di compilarli. Ai meta-tag description corrispondono quelle porzioni di testo che visualizziamo nelle SERP, ovvero le cosiddette snippet, sotto al titolo della pagina o del sito.
  • Organizzazione delle URL: pulizia e ordine sono le parole chiave! Meglio una URL tipo www.nomesito.com/web-design-seo che www.nomesito.com/12345566=?reAbc! Ciò influisce su Google e sul punteggio che ci darà. Spesso si vedono siti fatti con CMS e altri linguaggi (joomla!, wordpress, ecc) che riportano link illeggibili oltre che impossibili da ricordare. E poi il cliente si domanda “perché non mi trovano”?
  • Velocità di caricamento del sito web: utilizzare un codice pulito e cercare di mantenerlo tale. Una buona struttura – ma non solo – lo rende più veloce nel caricamento, un sito più veloce a caricarsi (e gradevole da navigare) è più facile che attragga l’utente e ne migliori l’esperienza, ci può dare maggiori possibilità di conversione che a noi tanto interessano. Per controllare la velocità di caricamento si può utilizzare lo strumento Google Page Speed che ci permette di controllare tutti questi parametri e quali migliorie adottare.
  • Protocollo HTTP/2: una delle recenti novità è questo nuovo standard proposto nel 2014 e creato proprio per migliorare e ottimizzare le connessioni nella rete tra siti e architetture web, quindi di migliorarne le performance.
  • Javascript e plugin per CMS: anche per i motivi di cui sopra, evitare di utilizzare troppi script o plugin – nel caso dei CMS – che lo rallentano, o lo rendono troppo pesante. I motori di ricerca non amano un utilizzo esagerato di javascript. Consideriamo anche che in alcune zone del nostro paese la connessione internet ancora stenta a essere molto performante.
  • Informazioni chiare e semplici, sembra banale eh? Diamo all’utente la possibilità di trovare le informazioni che lui cerca senza farlo impazzire e diamogli le istruzioni in pochi passi, per fargli fare ciò che ci chiede o noi desideriamo che faccia.
  • Backlinks abuse: ricordarsi di non abusare di backlinks e soprattutto che siano di qualità, provenienti da siti con un ottima reputazione, e ogni tanto verificare che funzionino.
  • Pulizia del codice: troppo codice inutile impatterà negativamente sulla scansione della pagina da parte dei motori di ricerca, che potrebbero comprenderlo male con conseguenze sulla SEO e sul caricamento dello stesso. Sarebbe buona norma utilizzare file compressi, come accade coi file CSS e Javascript (i cosiddetti “minified”).
  • Flash: sembra strano, ma tanti siti ancora sono basati interamente su Flash, non essendosi aggiornati agli standard odierni, quindi se proprio va utilizzato, che lo si faccia limitatamente.
  • Navigazione semplice, per tutti: con l’avvento del mobile è di prioritaria importanza e di stili idonei da utilizzare ce ne sono moltissimi, come la barra laterale a scomparsa (off canvas menu), l’hamburger (!), la lista, eccetera. L’importante è renderlo gradevole all’utente, con i link alle pagine appropriate e con un occhio di riguardo ai nostri amici motori di ricerca.
  • CSS Sprite: utilizzato specialmente per le icone, raggruppa immagini in una unica, ottimizando così anche il caricamento delle stesse e la leggerezza del file, e riducendo lo stress al server che ospita il sito.
  • Pagine stampabili: un sito web le cui pagine risultano gradevoli e leggibili anche stampate è una cosa molto gradita agli utenti. Quante volte vi è capitato di stampare una pagina tutta scomposta e magari in più fogli? Un esempio lo si trova in molti siti di cucina, per stampare le ricette.
  • Web design reattivo o responsive: dobbiamo cercare di contemplare il maggior numero di risoluzioni possibili, sia per dispositivi mobili sia per computer desktop.
  • Validazione HTML5 + CSS3: un codice validato e quindi che soddisfi gli standard odierni è un punto a favore per il nostro sito web ed è sinonimo di qualità nella produzione del codice.
  • Immagini leggere e ottimizzate (e con il tag alt descrittivo): le immagini debbono essere ottimizzare e alleggerite quanto basta per poter essere caricate e scaricate con facilità sia dall’utente sia dai server.

Queste elencate sono le “best practice” da seguire per realizzare un sito SEO friendly. Chiaramente non tutto si esaurisce qui: numerose infatti sono le pratiche da adottare per posizionare un sito, migliorarne la visibilità eccetera.

E il tuo sito è pronto per affrontare la sfida? Se hai ulteriori suggerimenti, postali nei commenti!

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