Conquistare il lettore con le parole: la persuasione nei testi dedicati al turismo

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Pubblicato il 10 luglio 2013

Chi ha a che fare con il mondo del web copywriting sa bene quanto le parole siano importanti. Degli strumenti che, se usati nel modo giusto, possono diventare delle vere e proprie armi di seduzione nei confronti del lettore.

Riuscire ad attirare l’attenzione attraverso le parole è l’obiettivo che qualunque copywriter che si rispetti cerca di raggiungere, per promuovere un determinato contenuto e invogliare il lettore a compiere un’azione.

Un traguardo che diventa ancora più importante se il testo che ci si appresta a scrivere è di stampo turistico, ovvero finalizzato a coinvolgere il lettore, spingerlo a mettersi in viaggio verso una determinata zona, prendere parte a un evento o a una tradizione e addirittura sperimentare delle ricette tipiche: questa è una tipologia di testi che potrebbero essere richiesti ad un copywriter da un’agenzia di viaggi, da chi ha un albergo o una qualunque struttura ricettiva da promuovere online, o da chi ha semplicemente deciso di aprire un blog per raccontare i viaggi intrapresi e quelli che sogna di fare.

Ma come avrete di certo notato, di testi dedicati al turismo ce ne sono ormai un’infinità nel web. Bene o male si è parlato di tutto, anche dei posti poco conosciuti e riuscire a scrivere qualcosa di veramente originale non è poi così semplice.

Per questo motivo, quando ci si ritrova faccia a faccia con lo schermo e la tastiera sotto le dita, uno solo deve essere il nostro mantra: persuasione. Strutturare testi, mescolando parole e idee, che riescano ad attirare l’attenzione del lettore, incuriosirlo e spingerlo a fare qualcosa (che non sia chiudere la pagina però). Ma come fare a persuadere il lettore attraverso le parole?

La persuasione nei testi turistici

1. L’importanza del titolo

Mai sottovalutare l’importanza del titolo che, spesso e volentieri, ruba più tempo dell’articolo stesso. È la prima cosa che il lettore guarda e deve essere quindi strutturato in maniera accattivante, in modo da attirare da subito l’attenzione.

Qualche esempio? Sembrano essere molto efficaci le formule che presuppongono un elenco di consigli o indicazioni all’interno, come “le 5 cose che dovresti sapere prima di visitare Gallipoli” oppure “6 motivi per i quali dovresti scegliere il Molise per le tue vacanze” e così via. Senza dimenticare le parole “risparmio” e “convenienza”, molto amate dai lettori, soprattutto di questi tempi.

2. Originalità

Una volta superato l’ostacolo del titolo bisogna proseguire con la stesura del testo vero e proprio, e se pensate di attirare l’attenzione riproponendo cose lette e rilette dappertutto, modificando magari i concetti qua e la, non andrete molto lontano. Dovete aggiungere al testo quel particolare in più, quella originale chiave di lettura in grado di lasciare il segno.

Come fare? Beh, domanda da un milione di dollari! Io personalmente cerco sempre di introdurre una curiosità sul posto che in pochi conoscono, imposto magari il testo in chiave leggera e ironica, come se mi rivolgessi ad un amico e non ad un lettore sconosciuto. Insomma, date libero sfogo alla creatività.

A questo punto però bisogna fare una precisazione: se si è del posto la questione è decisamente semplice, poiché chiedendo in giro e facendo qualche piccola ricerca il dettaglio e la particolarità saltano fuori facilmente. Ma se invece si vive a chilometri di distanza?

In questo caso la questione è un tantino più complessa e per ottenere informazioni veritiere non potete fare altro che affidarvi agli utenti stessi, stringere amicizie virtuali con contatti del posto, leggere le recensioni lasciate dai turisti, chiedere consiglio magari ai fan della vostra fan page su Facebook o Twitter, e chiedere consigli. Ringraziandoli magari dell’aiuto con una bella citazione all’interno del post (che fa sempre piacere).

3. Poesia e praticità

Nei testi di stampo turistico credo che si debbano mixare nel modo giusto poesia e praticità. La prima vi servirà per coinvolgere il lettore, trascinarlo piacevolmente nell’atmosfera dei borghi che non conosce, nella spensieratezza delle feste locali, ricreando attraverso le parole quei paesaggi e quei luoghi che non ha mai visto, come se potesse vederli nel sua testa in una sorta di fotografia.

Allo stesso tempo però è necessario anche corredare il testo di informazioni pratiche. Stai promuovendo una località? Aggiungi al post i dettagli su come è possibile arrivare, le strade principali da percorrere, se è possibile arrivare con autobus, treno e aereo, se una volta arrivati è possibile noleggiare un’auto e a chi bisogna rivolgersi.

Link, numeri di telefono, indirizzi email, aggiungete tutto quello che all’atto pratico può essere utile, dal numero del museo a quello del b&b, dagli orari di apertura e chiusura al contatto email della pro loco locale e così via. Aggiungete nel testo tutte quelle informazioni che voi stessi vorreste conoscere prima di visitare una nuova località turistica. Mettetevi nei panni del lettore.

4. Esperienze personali

La carta vincente per quanto riguarda la persuasione nei testi turistici, sta soprattutto nel poter parlare di esperienze personali. Queste infatti, di fronte agli occhi del lettore, hanno un valore certamente superiore poiché basate su esperienze dirette. Si tratta inoltre del modo migliore per introdurre temi e concetti sicuramente originali.

5. L’occhio vuole la sua parte

Soprattutto in ambito turistico non ci si può risparmiare in quanto a immagini. L’impatto visivo è di fondamentale importanza per chi non conosce i posti che state descrivendo ed è il modo migliore per catturare l’attenzione del vostro target di riferimento.

Ricordate però che l’immagine deve completare il testo e trovarsi in sintonia con esso: se state parlando della Cattedrale di Otranto ad esempio, inserite una foto che la rappresenti e non la foto di un paesaggio o di una spiaggia. Date al testo le immagini che esso stesso vi richiede.

6. Offerte e promozioni

Via libera alle offerte e alle promozioni, che consentono di migliorare la visibilità del sito di riferimento soprattutto nel caso delle strutture ricettive. Se invece avete un blog, potete magari concordare con una struttura un piccolo sconto per un certo numero di lettori, ne otterrete entrambi dei benefici.

In conclusione, oltre a questi sei punti che a parer mio sono fondamentali, cercate di evitare di dover chiedere esplicitamente un clic, ma persuadete appunto il lettore a fare qualcosa, impostando la call to action in maniera accattivante. La ciliegina sulla torta infine, per quanto riguarda un buon testo turistico, è uno stile semplice e scorrevole, scritto in italiano (corretto, ovviamente) ma privo di tecnicismi e lunghi giri di parole.

E tu, hai esperienza in questo settore? Hai altri segreti persuasivi da aggiungere al mio piccolo elenco che potrebbero tornarci utili?

  • Daniele Imperi

    Scrivere articoli sul tema turismo, oggi, è molto difficile, proprio per l’enorme offerta che c’è.

    Tempo fa ci avevo ragionato su una serie di post scritti su come scrivere contenuti per vari siti. Oltre ai punti che hai elencato, aggiungerei:

    – usare i dettagli: approfondire quindi una località, creando articoli su piccole attrazioni da vedere, su cibi particolari tipici, ecc.

    – usare filmati e altri media per differenziare i contenuti e attirare l’attenzione degli utenti.

    – dare spazio agli utenti e far loro raccontare le proprie esperienze di viaggio (se sanno essere persuasivi 🙂 )

    – usare lo storytelling: secondo è possibile?

    • Sara Carriero

      Ciao Daniele,

      certo, i dettagli e i particolari aiutano a rendere il testo unico. I filmati possono essere un valido aiuto e gli utenti sono una grande risorsa per chi opera in questo settore. Storytelling? perché no? 🙂

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