[Video] Come inserire i Microdati in un sito Web

Video Tutorial - Inserire i Microdati
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I microdati non saranno le nanomacchine del cyberpunk ma sono ugualmente affascinanti, almeno agli occhi cerchiati di nero di un SEO che nemmeno L di Death Note.

Inserirli all’interno del codice del tuo sito aiuta i motori di ricerca in quanto stai fornendo loro informazioni aggiuntive trasparenti e non ambigue.

Perché, una volta tanto, ho scritto “motori di ricerca” e non solo “Google”? La risposta è Schema.org, il dono del fuoco che gli dei Bing, Yahoo, Yandex – e appunto Google – hanno concesso a noi SEO delle caverne.

Inserire i microdati in un sito: il video

Senza arrogarmi la baldanza di un Prometeo, mi sono dilettato in questa prima video pillola SEO per Webhouse, mostrando in pochi minuti un caso di applicazione dei microdati.

NOTA: Siccome faccio sempre il disinvoltello a voce, un piccolo appunto nato da uno scambio di battute con Davide e Salvatore in post-produzione.

Microdati: Quelli che Google chiama “dati strutturati” nel suo Rich Snippet tool, mostrato anche nel video, non sono sempre visibili agli occhi dell’utente ma – surprise! – non si tratta di testo nascosto, anzi.

Rich Snippet: La rappresentazione grafica presente in SERP dei microdati inseriti. Nel caso del video si può parlare ancora soltanto di microdati in quanto non appare nessun segno sulla pagina dei risultati di ricerca.

Un es. di rich snippet sono le stelline delle ricette di cucina direttamente in SERP – e al momento, uno dei pochi casi in cui li vedo applicati abbastanza spesso.

E ora, la parola a te, che esperienza hai avuto con i microdati?

  • http://salvatorecapolupo.it/ Salvatore Capolupo

    A parte la authorship, che delle volte fatico pure ad implementare (il tool di Google a volte non risponde come dovrebbe…), devo dire che solo raramente ho avuto un riscontro concreto in termini di rich snippets. Secondo me molto dipende ad es. dal traffico che produce il portale, altrimenti non riuscirei a spiegare perchè sui prodotti dei grossi siti di e-commerce spesso compaiono, e sugli altri invece no. Comunque non è da escludere che i dati sui prodotti possano comparire nei risultati di ricerca a parte… per certe query di ricerca. Almeno, si spera… :)

  • Nicola

    Mah, non sono così convinto di questa implementazione fatta. A parte che secondo me dichiarare un prodotto per microdatare solo il name ha poco senso, a questo punto converrebbe inserire + itemprop possibili. La cosa che non mi convince è che stai dichiarando dei product su delle categorie merceologiche generali ad es. “Viti a sfere”, “magazzini utensili” etc… che sono pià accumulabili a delle categorie che a dei prodotti veri e propri.

    Anch’io al momento utilizzato la convalida HTML5 e i microdati di schema.org anche se sono convinto che ancora i motori di ricerca non li rilevino, o comunque google rileva pochi di essi (nello specifico quelli presenti qui https://support.google.com/webmasters/answer/172705?hl=it&ref_topic=1088474 in colonna); sono molto più rilevati i microformati.

    C’è da aggiungere inoltre che su schema.org non ci sono degli esempi veri e proprio pratici che facciano capire come utilizzare correttamente i microdati. Ad esempio se ho un sito di un bed and breakfast tutte le pagine devono essere dichiarate come itemtype bedandbreakfast o nel body ci va sempre WebPage?

    E’ un argomento sul quale le discussioni si possono di lungare di molto

    • http://salvatorecapolupo.it/ Salvatore Capolupo

      il problema sostanziale, secondo me, è che non è troppo chiara la distinzione tra elementi aggregati e singoli, da cui nasce un possibile equivoco che può portare a confondersi anche di parecchio. secondo me comunque fin quando non si vedono in SERP è un lavoro preventivo ma poco utile… a meno che, ovviamente, non se ne arrivo col fatto che riescano a prelevare quei dati strutturati per i siti di comparazione prezzi, ad esempio.

      • Nicola

        Anch’io ho il tuo dubbio riguardo gli elementi aggregati e gli elementi singoli; come dicevo nel mio commento schema.org non chiarisce bene questa situazione; gli esempi che illustra riguardano sempre gli elementi aggregati sui quali l’applicazione dei microdati è di facile attuazione.
        Non sono molto d’accordo sul fatto che siano poco utili, perchè al momento è un lavoro che potrebbe non avere effetti immediati ma nel momento in cui verranno presi seriamente in considerazione dai motori di ricerca, e secondo me non passerà molto tempo, diventeranno un considerevole fattore nello scalare le SERP.

    • SEOJedi

      Yo Nicola!
      Guarda, mi trovi d’accordo, l’ideale sarebbe “itemproppare” – passami il termine – più elementi possibili.
      Sull’utilizzo che ne ho fatto io, molto banalmente mi interessavano quelle key là e utilizzando il mio buon senSEO ho ritenuto inserire il name, il più generico possibile.
      Purtroppo con gli oltre 400+ fattori di posizionamento non c’è mai certezza della incisività sul posizionamento ma ti do ragione a pacchi quando mi dici che al momento sono più rilevanti i microformati – come anche aggiunge Salvatore dicendo che finché non si vedono in SERP , per aumentare il CTR aggiungo io – ci limitiamo all’esercizio di stile.
      Dato che sono un maniaco che gli piace smanettare sul codice lo prendo come lavoro preventivo :)

      sul b&b: bella domanda, la mancanza di esempi chiari su schema.org come tu dici, può farci intavolare luunghe discussioni !

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