Capire il processo creativo per stimolare la nostra creatività

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Pubblicato il 14 novembre 2014

La creatività è spesso vista come qualcosa che si possiede o non si possiede. In realtà, secondo uno studio completato da Harvard, la creatività non è una dote innata ma è per l’85% una abilità appresa che va coltivata, sviluppata e fatta crescere.

La domanda è: come? Per capirlo dobbiamo prima di tutto analizzare il suo significato, anche se spiegare con esattezza cosa sia la creatività non è facile.

Wikipedia la definisce semplicemente come l’arte o la capacità cognitiva della mente di creare e inventare.

Questa capacità è stata sempre oggetto di studio nella storia dell’uomo, tra le moltissime definizioni la più citata è quella fornita dal matematico Henri Poincaré: “Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili”.

Quindi possiamo definire la creatività come un processo mentale che procede per associazioni tra idee e concetti già esistenti, e dà origine a idee e concetti nuovi, oltretutto è una capacità produttiva: un’attività non fine a se stessa, ma orientata al conseguimento di un obiettivo.

Questa associazione non segue regole ben precise, ma è possibile definire una sorta di processo creativo, composto da una serie di fasi che si possono manifestare in modo differente, ma che restano sempre le stesse.

La comprensione di questo processo è molto importante, capirlo può aiutarci a definire i nostri punti di forza e di debolezza e può venirci in soccorso quando siamo di fronte ad un blocco creativo, perchè alcuni problemi possono spesso essere collegati ad una specifica fase del processo. Isolandola diventa più facile identificarli e trovare il modo di risolverli.

Vediamo insieme quali sono le fasi del processo creativo.

1° fase – Ricerca

ricerca

La prima fase consiste nel raccogliere più informazioni possibili sul problema che dobbiamo risolvere. Esempio, pensate se un cliente venisse da noi e ci dicesse “Ho bisogno di un logo…” senza specificare altro, da cosa iniziereste?
Sarebbe diverso se ci dicesse “Ho bisogno di un logo per un ristorante che propone piatti della cucina bavarese”. Automaticamente la mente inizia a definire un obiettivo ed il campo si restringe, più riusciamo ad affinare le informazioni a nostra disposizione più sarà facile organizzarle e lavoraci sopra.

Ovviamente ciò richiede un atteggiamento metodico e sistematico da parte nostra, siamo noi a dover trovare le domande più profonde e acute da fare al cliente e questo, anche se può sembrare un lavoro razionale e analitico, è già di per se un lavoro di intuizione e creatività.
Le persone creative si chiedono sempre il perché di una cosa, raramente accettano il mondo così com’è.
Un po’ come con un problema di matematica, dobbiamo arrivare a descrivere il problema in modo tale che esso comprenda tutto il necessario per farci arrivare alla soluzione. Più raccogliamo informazioni più abbiamo delle basi da cui partire.

2° fase: Incubazione

incubazione

Una volta raccolte tutte le informazioni sufficienti per risolvere il problema, si iniziano ad elaborare i materiali disponibili e a pensare a possibili soluzioni.
Questo è spesso un processo lento che si sviluppa per prove ed errori e richiede tempo e pazienza.
L’importante è non farsi ostacolare dalla pressione di risolvere il problema perché questo stato mentale può influenzare negativamente la nostra creatività.

3° fase: Soluzione

soluzione

Un improvviso colpo di genio, una lampadina che si accende: è il momento in cui finalmente tutti i pezzi del puzzle combaciano e troviamo la soluzione al problema. Spesso si tratta di un’associazione tra due elementi che non avevano nulla a che fare a prima vista, oppure diversa da tutto ciò si era ipotizzato in precedenza.

È curioso questa fase si verifichi in un momento del tutto inaspettato, mentre non siamo concentrati o interessati al problema, come se il cervello continuasse inconsciamente a lavorarci. A volte la creatività è frutto dell’imprevisto, sono gli eventi esterni a determinare e ad imporre le condizioni perché si arrivi a quella determinata soluzione.

Le sensazioni che ne scaturiscono però sono le stesse… una forte reazione emozionale di soddisfazione e euforia che ci fa sentire come se nulla ci possa fermare, come se potessimo conquistare il mondo intero a colpi di mouse.

4° fase: Verifica

verifica

Ok, è il momento di tornare con i piedi per terra e, per quanto geniale, di verificare se la nostra soluzione sia in grado di funzionare e soddisfi tutte le richieste iniziali.

In questa fase è spesso utile prendere le distanze dal progetto per ritornarci in un secondo momento con un occhio più critico.
In alcuni casi potrebbe succedere che la soluzione, purtroppo, non è quella giusta e bisogna fare un passo indietro per tornare alla fase di incubazione, oppure si capisce che si sta affrontando il problema nel modo sbagliato. Un po’ come quando a scuola capitava di andare fuori tema, e bisogna ricominciare dall’inizio.

L’importante è non arrendersi o sentirsi scoraggiati perché è stato comunque un lavoro utile che ci ha permesso di allenare la nostra mente e di imparare qualcosa di nuovo.

Inoltre non sempre quello che abbiamo creato è da buttare via. In un articolo che ho letto recentemente su Computer Arts, un gruppo di neolaureati dello Shillington College di Londra, venivano selezionati per lavorare alla creazione dell’identity di un museo completamente nuovo. Durante le varie fasi di progettazione sviluppavano più di una prova, ma nulla veniva buttato via. Ad esempio per la scelta del nome erano state selezionate tre possibili alternative, ma una volta scelta quella ufficiale, le altre due sono state utilizzate sempre all’interno del progetto, per delle sezioni del museo.

Come stimolare la creatività?

Abbiamo analizzato le 4 fasi della creatività ma esattamente come si fa a stimolarla? Vediamolo insieme.

Allenare il nostro muscolo creativo

Proprio come alleniamo i muscoli in palestra, anche il muscolo creativo va allenato e questo richiede tempo ed energia. Ci vuole una dedizione quotidiana a spingere la mente a pensare in modo originale e a generare nuove idee.

Questo non solo aiuta a sviluppare la creatività, ma in generale a mantenere attivo il nostro cervello. Infatti quando facciamo qualcosa di nuovo il cervello capisce che stiamo imparando e rilascia dopamina nel nostro sistema, un neurotrasmettitore che ci fa sentire bene.
Entrando in questo ciclo l’entusiasmo e la motivazione possono spingere il cervello ad attingere a risorse che non sapeva nemmeno di avere.

Essere spesso distratti

La maggior parte delle idee mi vengono mentre sto guidando per tornare a casa. Probabilmente l’atto di guidare è ormai diventato automatico e lo scorrere della strada e la musica alla radio stimolano il mio cervello a vagare e ad immaginare cose nuove.

Quando ci concentriamo troppo intensamente su un problema utilizziamo tutte le nostre risorse cognitive. Quando invece siamo distratti e non stiamo pensando a una soluzione ad un problema particolare, il cervello è libero di vagare nella direzione che vuole.
Una distrazione, un passo indietro può fornire la pausa necessaria a vedere le cose in modo diverso e sviluppare nuove soluzioni.
Dobbiamo dare al nostro cervello lo spazio necessario per essere creativo.

Cambiare ambiente

Recentemente sono stata in visita al Making of di Harry Potter, gli studi dove la maggior parte delle scene degli 8 film sono state girate.
Nonostante Harry Potter, purtroppo devo ammetterlo, non sia un film realistico e Hogwarts non esista, gli ambienti fin dal primo film, anche quelli ricostruiti, sono sempre stati veri e realistici, questo perché gli autori hanno deciso di creare delle esperienze realistiche (anche troppo sigh).
Si sono avventurati fuori dagli studi, si sono guardati intorno scegliendo uno stile unico da dare al film, quello gotico/romanico, e dopo aver girato alcune scene in chiese, chiostri e college, sono riusciti a ricreare quello stile negli studios, prestando attenzione ad ogni piccolo particolare.

Anche se non potremmo mai visitare Hogwarts, uscire dall’ambiente di tutti i giorni, può aiutarci a stimolare il nostro pensiero creativo.
Le ricerche sui residenti all’estero hanno dimostrato che immergersi in una cultura diversa può stimolare la creatività. Questo perché il cervello deve adattarsi a vivere in un paese completamente diverso, è costretto a fare nuove esperienze e vedere le cose da una prospettiva diversa stimolando la creatività.

Magari non avete intenzione di trasferirvi all’estero, ma una vacanza può essere il modo migliore per liberare la mente, entrare in contatto con realtà differenti, esplorare nuovi spazi e nuovi ambienti ed espandere la propria visione e comprensione del mondo.

Sperimentare

Al fine di sviluppare idee uniche, è necessario avventurarsi al di fuori della nostra zona di comfort e sperimentare nuove idee e metodi di lavoro. Google ha sviluppato un concetto di lavoro che prevede un bilanciamento dell’80/20, l’80% del tempo viene dedicato al lavoro, il 20% alla sperimentazione.
Molti designer dicono che per costruire la propria carriera, è quasi indispensabile sviluppare un “side project”.
Lavorare su un progetto proprio permette di mantenere attive la mente e la creatività anche quando si esce da lavoro, di tirare fuori il proprio stile senza vincoli e di dimostrare che non si lavora solo per soldi, ma per soddisfazione personale, senza contare che se il progetto è buono può offrire nuove opportunità di visibilità e di lavoro.

Tornare ad essere un principiante

Nella mente del principiante ci sono molte possibilità, in quella dell’esperto poche. – Maestro Zen Shunryu Suzuki Se praticate il vostro lavoro da tanto, probabilmente non vi considerate un principiante, magari non tutti si considerano già esperti, ma sicuramente non principianti.
I principianti non hanno comprensione, non sanno esattamente quello che stanno facendo o che cosa sono veramente in grado di fare. Può sembrare uno stato mentale difficile e frustrante ma nasconde due benefici:

  1. In primo luogo si è più aperti a nuove idee, all’imparare cose nuove e ad esplorare vie alternative per risolvere un problema
  2. In secondo luogo, come già detto fare nuove esperienze stimola la creatività. E’ importante per il corpo e la mente continuare a sfidare se stesso.

Conclusioni

Come abbiamo visto anche se a un primo sguardo la creatività può apparire come una caratteristica innata e difficile da avere in realtà ha solo bisogno di essere stimolata ed allenata ogni giorno.

  • non amo molto gli articoli con “liste” ma questo è davvero ben fatto e mi ha dato anche qualche spunto di riflessione!

  • Emma Frignani

    Ciao Laura!
    Grazie per Il tuo post molto chiaro e interessante.

    A proposito di creatività e associazioni libere, mi hai fatto tornare in mente una frase di De Bono tratta dal suo “Il pensiero laterale”:

    «Le nuove idee possono nascere da dati nuovi, questi però non sono indispensabili. Si può benissimo partire da dati vecchi e riordinarli in un modo nuovo e validissimo».

    La creatività può quindi essere vista come una rielaborazione originale di dati preesistenti. Occorre imparare a osservare e utilizzare la propria mente come filtro attraverso il quale i dati e le informazioni acquisite prendono nuova forma e consistenza.

    Grazie!

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