Buon compleanno Internet: 30 anni e non sentirli!!

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Tempo stimato di lettura: 2 minuti, 59 secondi
Pubblicato il 5 maggio 2016

Veramente il titolo non è proprio giustissimo: internet, per come la conosciamo oggi, è nata alcuni anni dopo quel 30 Aprile 1986.
In quella data, il primo computer in Italia (il quarto in Europa) veniva collegato a un’altro computer negli Stati Uniti, a Roaring Creek in Pensilvenya, e apriva un’epoca.

Il 30 Aprile 1986, con quel collegamento, alcuni studiosi del CNUCE, Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico (un’acronimo difficile anche da pronunciare) Luciano Lenzini, lo scienziato che fece il progetto, Stefano Trumpy, il direttore del CNUCE che lo avallò, e Antonio Blasco Bonito, il programmatore che collegò il computer di Pisa con quello in Pennsylvania, hanno più o meno inconsapevolmente aperto la strada a una delle innovazioni tecnologiche più rivoluzionarie di sempre.

13043294_1727608450852902_3807919875587901274_nDel resto oggi siamo qui a scrivere, leggere e partecipare anche grazie a quel primo collegamento.
Ho avuto la fortuna di conoscere uno di quei quattro: Stefano Trumpy e sua moglie Laura Abba. Con lei in un viaggio verso Roma, apparentemente durato troppo poco, rimasi affascinato dalle storie della creazione di Internet e del registro.it o del lancio dei primi satelliti europei. Sarei rimasto ad ascoltarla per giorni.

Internet l’ho vissuta dall’inizio, ho avuto il primo abbonamento al primo provider nato nella mia zona (velocità di connessione ridicole), siti impensabili oggi, ma il sentore di avere per le mani qualcosa che rendesse veramente completo quello strumento, che per troppi anni era rimasto legato e isolato ai supporti che riusciva a leggere per avere qualcosa di nuovo da farci o vederci, è stato immediato.
In verità, la potenzialità di una rete di computer l’ho sempre annusata: con il mitico Commodore64 partecipavamo alle prime BBS olandesi con cui ci scambiavamo gli ultimi giochi usciti, (ops forse non si poteva!!!).

Commodore-64-Computer

Poi vennero le chat, le serate passate con il VideoTel nel mio locale preferito, comprando le prime schede telefoniche, furono un passatempo almeno per un paio di inverni. Insomma, la rivoluzione della rete era partita e io me la sono vista e vissuta tutta. All’epoca svolgevo la libera professione in un’altro settore, ma fui uno dei primi in provincia a offrire servizi via web di un certo livello.

Ne avevo compreso appieno le potenzialità, da subito.

Oggi è diventato uno strumento indispensabile nella vita di tutti i giorni.
Provate per un giorno a farne a meno del tutto. Provate solo a cercare un numero telefonico o un indirizzo senza ricorrere a Internet. Dove ho messo l’elenco? Piuttosto, esiste ancora? E se è fuori provincia? Bello eh!
Ovviamente Internet non è solo questo, ma ciò è l’esempio lampante della rivoluzione che ha prodotto. È anche una sorta di NZT (droga rivoluzionaria del film Limitless e della relativa serie, che permette di sfruttare il 100% della capacità del cervello umano!), infatti, oggi siamo abituati a trovarci ogni sorta di informazione, di tutorial, di spiegazione, di ricetta, di ricerca, insomma, tutto.

Purtroppo in Italia siamo ancora molto indietro, anche se tanto è stato fatto e tanto ancora si farà. Il Digital Divide è una piaga che non permette a tutti l’accesso a questo strumento in maniera consona e adeguata. Ed è un peccato, perchè a partire dall’istruzione fino alle startup, nonchè alle aziende tradizionali, è lo strumento per eccellenza per poter crescere e vivere nell’era odierna.

Oggi ricorrono i trent’anni di questa splendida realtà, migliaia gli eventi in programma, se volete vederne la mappa e partecipare ad alcuni, qui li trovate tutti.
Ultima cosa, raccontateci la vostra esperienza con Internet, se l’avete vissuta dall’inizio o se l’avete trovata quando siete nati e come la vivete oggi, ovviamente nei commenti.

Grazie!

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