Brainstorming: le soluzioni nascono da una tempesta

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Pubblicato il 26 giugno 2015

Brainstorming, una parola o concetto che spesso abbiamo sentito nominare e soprattutto utilizzare.
Il brainstorming è una tecnica creativa di gruppo, che ha lo scopo di far emergere delle idee per la risoluzione di un problema: quando ci troviamo di fronte a un dilemma che non siamo riusciti a risolvere, una delle migliori vie è proprio affidarsi a questa tecnica. Una tempesta di idee che ci aiuta a trovare la soluzione.

Il brainstorming non è un’attività banale come molti potrebbero pensare. Alcuni processi che noi utilizziamo sono sbagliati e alcuni possono addirittura arrivare a danneggiare la creatività del gruppo, piuttosto che facilitare la scoperta di una soluzione. È stato documentato che il processo tradizionale, in cui gruppi di persone si riuniscono per dare sfogo a tutta la loro creatività sommergendosi di idee, può risultare difettoso e con diversi problemi come

  • mancanza di preparazione: non conosciamo gli obiettivi del brainstorming in anticipo e quindi arriviamo senza conoscere il tema
  • contributi diversi: il brainstorming tende a favorire personalità estroverse, questo comporta che in molti casi saranno soltanto i più “audaci” ad esprimere opinioni e offrire soluzioni rispetto ad altri più timidi, ma le cui soluzioni potrebbero essere altrettanto valide
  • paura del giudizio: “tutte le idee sono valide”! Si è vero, ma le persone sono tendenzialmente propense a esprimere solo quelle idee che ritengono possano essere ben accolte dal gruppo dei pari.

Abbiamo presentato solo alcuni punti che possono inficiare il processo di brainstorming. Ce ne possono anche altri, fra cui la carenza di creatività, ma in ogni, caso se riusciamo a strutturare questa attività in fasi, riusciremo a gestire il processo in maniera ordinata.

Proviamo a definire degli step, che possiamo utilizzare durante una sessione:

  1. definiamo il problema
  2. stimoliamo la creatività
  3. ideiamo
  4. condividiamo

Problemi? Definirli per risolverli

È inutile iniziare un brainstorming se alcuni partecipanti, o tutti, non conoscono il problema! Vediamo di organizzarci: prima di fissare la riunione, sarebbe opportuno inviare a tutti i partecipanti uno status meeting in cui viene descritto il tema della riunione e gli eventuali problemi da affrontare. Un consiglio: non siate troppo specifici. Dovete informare, ma non definire troppo, in modo da non limitare la fantasia dei partecipanti. Possiamo anche fornire, se lo crediamo, del materiale di supporto o delle linee guida, per far capire lo stato di avanzamento dei lavori e far conoscere a tutti il pregresso.
Informiamo, dunque, ma non troppo, in modo che tutti siano preparati, ma non abbiano avuto il tempo o l’opportunità di crearsi dei preconcetti o idee fisse.

Ginnastica per la fantasia

A volte i partecipanti, dopo la definizione del problema, vengono invitati a trovare una soluzione, così che molti non sanno da che parte cominciare. Spesso capita che ci si concentri solo su un aspetto e si rimanga focalizzati su questo. Bisogna essere in grado, dunque, di fornire diverse chiavi di lettura.

  • Prospettive: offrite prospettive diverse del problema e questo veicolerà soluzioni diverse
  • Mondi paralleli: i problemi sono ricorsivi, per questo creando un mondo parallelo con problemi simili e già avvenuti si può aiutare il processo di risoluzione; stimoliamo e forniamo, inoltre, chiavi di lettura differenti, così riusciremo a ottenere più risposte al nostro problema.

I trucchi per generare più idee

Ogni partecipante dovrebbe avere la possibilità di esprimere la propria idea. Non dobbiamo, però, lasciare troppo spazio agli “urlatori”, e per fare questo una buona soluzione, dopo la definizione del problema, è quella di lasciare un po’ di tempo a ogni partecipante per pensare da sé a una possibile risoluzione. Questo consente in seguito di raccogliere le opinioni di tutti e generare più idee.
Un altro modo per generare più idee, soprattutto diversificate fra di loro, è quello di invitare un gruppo eterogeneo di persone. È possibile così ottenere grandi idee non solo da chi è direttamente interessato, ma anche dagli stakeholder del progetto, i quali possono mettere in luce aspetti e soluzioni, partendo da un presupposto differente.

Condividere per analizzare

Una volta che sono state generate le idee individuali, ogni persona deve poter condividerle senza nessun tipo di discussione o critica; una volta condivise si deve rappresentare la soluzione con una breve descrizione, magari su di un post-it, e appenderla a un cartellone, oppure rappresentarla in digitale, sotto forma di diagramma o mind-map, in modo tale che rimanga visibile e consultabile facilmente.
Una volta che tutte le idee sono state condivise, possiamo iniziare a discuterle e analizzarle, utilizzandole per arrivare a una possibile soluzione. A questo punto è possibile criticare, in quanto la critica è un processo che porta allo svisceramento sia del problema che dell’idea, e consente una loro maggiore comprensione. Sfruttiamo la conversazione fra i vari membri del gruppo, in modo che tutte le proposte siano analizzate e vagliate; aiutiamo poi il gruppo e guidiamolo verso il raggiungimento di una idea che possa rappresentare la soluzione.

Questi sono solo alcuni dei suggerimenti che possiamo seguire, per creare un processo basato sul brainstorming che sia funzionale e ci consenta di arrivare all’obiettivo.
Ricordatevi di una cosa fondamentale, però: non è detto che le idee proposte rappresentino la soluzione migliore o più adatta al vostro problema, anzi è probabile che non lo siano, ma è ipotizzabile che grazie a esse riuscirete ugualmente a trovarne un’altra, che vi consenta di superare l’ostacolo.

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