8 metodi per essere Gandhi nel webdesign

Mahatma-Gandhi
Tempo stimato di lettura: 4 minuti, 54 secondi
Pubblicato il 20 marzo 2012

Girovagando per il web con le mie associazioni di idee, mi sono soffermato a rivedere su youtube lo spot che Telecom fece utilizzando un discorso che Gandhi pronunciò il 2 Aprile 1947, alla Conferenza Interasiatica di New Delhi.

Telecom usa e manipola il suo discorso per dire che l’azienda, come questo grande uomo, crede in un mondo unito. Una parte del discorso dice che se si vuole dare un messaggio all’occidente, esso deve essere un messaggio di “Amore”, un messaggio di “Verità”. […]

Mi fermo un attimo a pensare a questa frase e ne deduco che quest’icona storica aveva visto di gran lunga avanti nel tempo.

Innanzitutto l’India ci ha “conquistato”, sia economicamente sia nel ramo tecnologico.

L’India e la Cina, con il loro boom demografico, hanno fatto si che la concorrenza di mercato verso l’Italia o altri Paesi europei fosse schiacciante, sia per quantità prodotta, sia per il prezzo che noi consideriamo “sleale”.

Ma non è dell’Oriente e neanche di politica che vi voglio parlare. Oggi voglio sfruttare alcuni aforismi di Mohandas Karamchard Gandhi, detto il Mahatma (soprannome assegnatoli dal poeta indiano R. Tagore e che in sanscrito significa “Grande Anima”), padre della nonviolenza e ideatore dell’indipendenza indiana.

Gandhi si occupa di webdesign?

Assolutamente no! Ma certi suoi pensieri che noi chiamiamo aforismi possono esserci utili per affrontare questo nostro lavoro.

Tra tutte le frasi da lui dette ne ho scelte otto, vediamole:

  • “ Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.”

Non si finisce di imparare una riga di codice Css o di Html, che già siamo arrivati in poco tempo al Css3 e all’Html5. Nuove librerie jQuery, nuove funzioni php e tanti altri codici vengono sfornati ogni giorno.

Noi webdesigner dobbiamo adattarci di continuo e non rimanere ancorati alle famose “tabelle” da riempire con file fatti su misura in .gif, .jpg o .png. Dobbiamo correre incontro ai nostri cari programmatori a braccia aperte, e non con il coltello tra i denti. È dura lo so, si finisce di creare un sito in Flash con Action script e ti ritrovi invece qualcun altro che in jQuery ha creato un’animazione simile e compatibile, senza l’uso di plug-in di terze parti, per funzionare sui principali browser.

Questa era la prima regola di nonviolenza tra webdesigner e programmatori.

  • “ È meglio confessare i propri errori: ci si ritrova più forti.”

Spesso terminiamo un progetto e ci sembra che nel suo insieme il lavoro stia in piedi da solo, magari fosse così. Per fortuna esistono validatori di codice, il W3C validator per esempio è un sito dove potrete validare la vostra url: http://validator.w3.org è l’indirizzo da digitare, successivamente inserirete l’indirizzo del vostro sito ed infine premete il pulsante check.

Ops…qualche riga di codice da aggiustare? Meglio sbagliare per poter essere forti, ci rende agili nel creare pagine web il fatto che la prossima volta non ripeteremo più lo stesso errore.

  • Qualsiasi cosa tu faccia sarà insignificante, ma è molto importante che tu lo faccia.”

Ritornando al paragrafo precedente, dai propri errori se ne esce poi più forti, è anche vero che non dobbiamo essere timidi nell’affrontare un nuovo lavoro. Quante volte riempiamo di bozze il nostro notes o quante cartelle di template abbiamo nel nostro desktop. Nulla è insignificante di tutto ciò, perchè è nei blocchi creativi che possiamo sfruttare quell’archivio di idee e riadattarle per un nuovo progetto.

  • “ Chi perde la sua individualità perde tutto.”

Lavorare in gruppo è piacevole, si creano molte idee nuove con sedute di brainstorming. Essere socievoli porta ad acquisire esperienze altrui e metterle in pratica successivamente.

Mettere in pratica successivamente? Se si è freelance e si lavora in casa da soli, ci si trova davanti un monitor, una tastiera, un mouse, un gatto, comunque vada fisicamente siamo solo noi.

Ognuno con la sua individualità che lo rende unico nel gestire un progetto. Van Gogh aveva la sua individualità per creare un suo stile di pennellata. Il webdesigner ha i suo fogli di stile! Chi lascia la sua individualità per strada perde l’originalità.

  • Dobbiamo fare il miglior uso possibile del tempo libero.”

Mille progetti, dallo scrivere un articolo per un Blog a sviluppare una nuova pagina web, a scontornare alcune immagini per un catalogo e nel tempo libero?

Nel tempo libero leggete un libro o un manuale del settore, andate a vedere un concerto, una partita di calcio, passeggiate al parco o visitate una città d’arte. Al tempo stesso vi ricaricate e i vostri occhi si riposeranno un po’, il vostro naso si libererà dagli acari (se non siete allergici al polline) e la vostra bocca servirà per respirare una boccata d’ossigeno e non per sgranocchiare pistacchi dalla ciotolina vicina al vostro mouse.

  • La purezza di mente e la pigrizia sono incompatibili.”

Riprendendo quello che ho detto poco fa dobbiamo fare il miglior uso possibile del tempo libero, facendo questo ci permetterà di tenere la mente sgombra da ogni sorta di ozio. La pigrizia ci fa solo portare gli impegni più avanti ed alla fine i tempi di consegna si avvicinano… a voi la scelta.

  • “ Quando si ha la fiducia di poter fare una certa cosa, si acquisterà sicuramente la capacità di farla, anche se, all’inizio, magari non si è in grado.”

Solo con la sicurezza di poter perseverare in ciò che si crede ci può migliorare. Le prime volte si impareranno le basi di un linguaggio di programmazione, poi si andranno a vederle in anteprima sui vari browser e il più delle volte non tutto fila liscio, infine dopo anni di caparbietà si riesce ad essere padroni di questo nuovo mestiere.

  • “ Pensare con la propria testa, senza lasciarsi condizionare, è indice di coraggio”

Troppo facile copiare e incollare righe e righe di codice per presentarsi a tutti come un webdesigner. Proviamo invece a pensare con la nostra testa, è difficile lo so, si sbaglierà molte volte ma alla fine si impara a camminare da soli. Dobbiamo avere il coraggio di superare una montagna e non di raggirarla.

Grazie Mahatma Gandhi.

 

  • aledesign.it

    Bisogna essere mooolto Gandhi in questi ultimi tempi! Un bell’articolo..per certi aspetti mi ispiro pure io implicitamente alle parole del mahatma. La cosa che più mi colpisce e la poca disponibilità ala collaborazione con determinati “programmatori” danno per scontato che un creativo mastichi codice perfettamente. Oppure pretendono il 70% del tuo compenso per farti un paio di pagine. Questo manca (vedi crisi, pochi lavori e soldi), poca collaborazione vera.. 🙂

  • Alcuni spunti li trovo molto interessanti. La cosa che reputo più affascinante è come ogni nuovo template, codice ecc… sia una sfida che parte con un granello di esperienza in più rispetto al precedente. Ad esempio io ogni volta che scrivo un nuovo CSS pulito (ed ho il tempo per concedermi questo lusso senza essere travolto da necessità “di fretta”) vedo come, a volte senza accorgersene, il mio cervello cerchi di raggiungere uno step di ordine mentale superiore. E’ affascinante 🙂

  • Manuel

    grazie per gli apprezzamenti, ritengo che tutti gli 8 punti citati abbiano a che fare non solo nel web.

  • Cavoli che confronto azzardato 🙂 Gandhi e Webdesign!
    Il realtà le parole del maestro sono talmente generiche nella loro specificità che possono adattarsi a qualsiasi confronto anche Gandhi e L’imbianchino 🙂
    Detto questo condivido che l’idea è carina e quantomeno bizzarra!!
    Ciao

    • Manuel

      Grazie per il commento Daniele!!! Si è vero che si può fare il confronto con qualsiasi attività ma in questo blog si è chiamato in causa il webdesigner.
      Ciao

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