I 3 Errori di Social Media Strategy di ogni Startup

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Tempo stimato di lettura: 4 minuti, 51 secondi
Pubblicato il 12 febbraio 2016
in: - 3 commenti

Se dovessi scegliere due argomenti che nell’ultimo periodo stanno ottenendo un successo clamoroso sul web, la mia scelta ricadrebbe sicuramente su cucina e startup. Chiunque passi anche solamente qualche minuto al giorno su facebook, non potrà non aver notato la diffusione di blog culinari (innescata da giallozafferano) e di serie televisive come Master Chef ed Hells Kitchen, che ogni sera tengono appiccicate allo schermo milioni di persone (ovviamente non sto parlando solo di donne).

Ma l’altro argomento che ho nominato all’inizio di questo articolo sono le startup. Stiamo dunque parlando di imprenditoria e con tutto il rispetto per gli aspiranti cuochi, penso sia molto più difficile del mischiare qualche ingrediente e mettere un capretto nel forno. Eppure la diffusione all’interno dei media, anche quelli tradizionali come la televisione, è stata incredibile.

In cucina tutti iniziano a pensare che sia semplice fare piatti simili a quelli dei grandi chef (compreso il sottoscritto), e nel caso delle startup tutti pensano che sia facile creare un’azienda, trovare un investitore ed andare avanti conquistando il mondo. Recentemente ho iniziato anche io a lavorare alla mia StartUp, in un percorso di accelerazione del Polo Tecnologico di Pavia.
Tralasciando tutti i problemi che si possono riscontrare ogni giorno e in qualsiasi fase della startup stessa, oggi voglio iniziare a rispondere con i miei articoli alle domande che spesso vengono posti dagli esperti agli aspiranti imprenditori come me.

Iniziamo con la fatidica “Come pensi di trovare utenti? “. Ovviamente sarebbe impossibile dare una risposta univoca, anche perché nella maggior parte dei casi sta proprio in questo passaggio la parte debole o il punto di forza in una determinata piattaforma, app, gioco ecc…

Come avrete già letto dal titolo, cercherò di focalizzarmi sugli aspetti del Social Media Marketing di base (per coloro che non lo avessero ancora letto, ricordo l’articolo di Alessandro con tutti gli Strumenti Utili per Startup).

Scegliere il social giusto

Purtroppo ancora moltissimi accostano la parola Social con Facebook in maniera univoca. In molti casi avranno anche ragione, dato che il sito di Zukemberg rappresenta davvero uno strumento fondamentale, ma in alcuni casi strategie che sfruttano altre piattaforme potranno rendere più visibile la nostra startup, con minori investimenti di tipo economico e riuscendo a raggiungere un target molto più specifico. Un esempio è Pinterest per l’ecommerce o LinkedIn per i professionisti.

Si tratta molto spesso di Social più di nicchia, con un numero di iscritti sicuramente inferiore a Facebook, ma non sempre questo rappresenta uno svantaggio. Bisogna infatti considerare che per raggiungere una buona visibilità su Facebook, è sempre più necessario ricorrere alla pubblicità a pagamento, anche solo per mostrare un contenuto a coloro che hanno già messo Mi Piace sulla nostra Pagina.

Scegli Bene quando Iniziare

Vedo StartUp creare delle pagine ed iniziare a pubblicizzare praticamente il nulla: nessun prodotto, nessun servizio,semplicemente questa IDEA che tanti aspiranti imprenditori custodiscono gelosamente, ma che allo stesso tempo cercano di pubblicizzare in maniera vaga. Dunque vediamo sempre più spesso “Il nuovo Social Network”, “La rivoluzione dei siti di Dating” e via discorrendo. Il risultato:

  • Un numero massimo di 100 Likes raggiunto tramite una campagna di spam che ha coinvolto amici, cugini e alla fine ha convinto anche quella ragazza che avevamo conosciuto ad un aperitivo 2 anni fa.
  • Nessun tipo di interazione: nessun mi piace, nessuna condivisione e ovviamente nessun commento
  • Ma soprattutto nessun tipo di utilità: questa gente non si è mai chiesta “cosa stiamo pubblicizzando?”

Le strade successive di un progetto di questo tipo possono essere sostanzialmente due:

  1. Stop istantaneo di ogni tipo di attività (compresa ovviamente quella imprenditoriale); e ovviamente sto parlando dell’ipotesi più fortunata!
  2. Attività frenetica continua e tendente all’infinito: ovviamente non importa se sto ricevendo solamente feedback negativi o se sulla mia pagina nessuno mi sta calcolando; si tratta di gente “old” che non capisce cosa significa (detto con occhi grandi e luccicanti) SOGNARE IN GRANDE!

Non rispondere ai commenti

Lo sta facendo anche Gianni Morandi! Ovviamente il suo stile è inimitabile e la sua poesia, come le sue mani, è un qualcosa davvero fuori dal normale, ma anche tu puoi rispondere ai commenti che potresti ricevere.

Ipotizzando che tu sia riuscito ad incuriosire un po’ di utenti, ad attirarli sulla tua piattaforma o fargli scaricare la tua app e qualche pazzo possa addirittura chiederti qualcosa sui social, cosa fai?

Cercando di alzare il livello di Difficoltà a Medio, ipotizziamo che questo commento sia negativo, come vorresti gestire la discussione. Lo startupparo solitamente imbocca due strade:

  1. Cancella il commento
  2. Non Risponde al commento
  3. Insulta l’utente

Il fruttivendolo vicino casa mia aveva un cartello fatto con i resti di una cassetta di Chiquita con scritto: “Il cliente ha sempre ragione”. Ovviamente lui non PENSAVA IN GRANDE e non aveva aspirazioni come noi nuovi imprenditori, ma penso proprio che sapeva bene come trattare la propria clientela.

Modalità seria “On”: la moderazione dei commenti è uno degli aspetti fondamentali in una strategia di Social Media Marketing. Quelli negativi sono come un virus, bisogna curarli subito prima che si crei un’epidemia e che decine, centinaia o migliaia di altri utenti si sentano insoddisfatti dal nostro prodotto.

Riassumendo dunque, ecco i primi tre errori che una startup può commettere in un’attività di Social Media Management. Ricordo che usare Facebook o Twitter per le attività di promozione dalla propria azienda non è lo stesso utilizzo dei nostri profili privati.
Non basta pubblicare la foto del cagnolino di turno (ovviamente correlato da 15 #hastag) per riuscire a coinvolgere i nostri utenti e magari trovandone di nuovi. E’ un processo che va ben studiato sia con una pianificazione totale, sia nel singolo elemento pubblicato. L’utente, il cliente o qualsiasi altro tipo di persona che potrebbe entrare in contatto con la nostra azienda, deve essere trattato come un ospite a casa nostra: educazione e fornendo un contenuto che sia sempre di valore.

  • Marco che ne pensi dell’utilizzo di nuovi social network? Mi riferisco ad AppleKiss

    • Ciao Chiara, in generale penso che le aziende dovrebbero usare i social, ma solo quando effettivamente questi hanno un vero valore e un grosso pubblico.

      Di AppleKiss ricordo solo gli articoli con Facchinetti come advisor o simie, dunque non penso sia necessario, almeno per adesso, essere presenti anche li.

      • Diego Iorio

        Ciao Marco, so che questo post è di qualche mese fa, ma lo leggo solo ora.
        Mi ha interessato perché sto mettendo su un attività da web design freelance.
        Ho creato un piccolo sito portfolio (da rivedere completamente, ma ora sono alle prese con la tesi) e una pagina Facebook.
        Se non ho interpretato male i tuoi consigli, la pagina Facebook sarebbe inopportuna senza avere già un buon pubblico, ma per farsi un pubblico vedo la strada social come la più indicata (A meno di non investire una buona somma di soldi in campagne online)…
        Probabilmente mi sto sbagliando, cosa mi consigli?

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